Che cosa orienta il mio modo di lavorare
Il mio percorso
Sono un coach formato e un mediatore di conflitti, e lavoro con le persone su temi personali e professionali, soprattutto in periodi di cambiamento e di decisione. In tutta la mia vita professionale ho ricoperto ruoli in cui il lavoro a stretto contatto con le persone è centrale – direzione di gruppi di lavoro, sostegno a colleghe e colleghi, insegnamento e accompagnamento di giovani adulti in contesti educativi.
Oltre alla formazione in coaching e in mediazione, ho un dottorato in geografia umana. Attualmente ricopro un ruolo di responsabilità presso la New York University Berlin, dove continuo ad accompagnare studenti e studentesse e a sostenere membri dello staff.
Ho vissuto e lavorato in diversi paesi e contesti culturali, il che mi ha dato un senso concreto di quanto possano variare le realtà di vita, le norme e le aspettative. Mi appoggio a questa esperienza internazionale quando lavoro con persone provenienti da background differenti.
Nel coaching intreccio queste diverse esperienze per sostenere persone che vogliono osservare più da vicino la propria situazione, comprendere che cosa è in gioco per loro e prendere decisioni che risultino più coerenti e più autodeterminate, sia nella vita personale sia in quella professionale.
Sensibilità interculturale e di genere
Le questioni interculturali emergono spesso quando si vive tra culture diverse, ci si trasferisce in un altro paese o si lavora in contesti internazionali. Nel coaching presto attenzione a come le norme culturali plasmano la comunicazione, il modo di prendere decisioni e le aspettative nelle relazioni. Mi baso sulla mia esperienza di vita e di lavoro in paesi diversi per aiutarla a riconoscere questi schemi e a riflettere su come influenzino ciò che le sembra possibile o difficile nella situazione attuale.
Anche le norme di genere hanno un impatto forte su come le persone vengono viste, su come vedono se stesse e su quanto si sentono sicure o legittimate ad agire in un certo modo. Nel nostro lavoro possiamo guardare a come le aspettative legate al genere e il suo senso di identità emergono nelle interazioni quotidiane, nei ruoli che ricopre e nelle scelte che compie. Offro uno spazio accogliente, non giudicante, in cui può dare voce alla sua esperienza, mettere in discussione assunzioni interiorizzate e sperimentare modi di vivere che le sembrino più coerenti e più rispettosi di sé. L’obiettivo è sostenerla nel prendere decisioni informate, in sintonia con i suoi valori e con i contesti sociali in cui si muove.
Come lavoro
Lavoro con un approccio sistemico, che guarda a come le esperienze e le decisioni delle persone sono influenzate dai contesti, dalle relazioni e dalle strutture di cui fanno parte. Allo stesso tempo lavoro in modo integrativo, attingendo – quando è utile – a idee e metodi provenienti da tradizioni diverse, invece di seguire rigidamente una sola scuola di pensiero.
Un quadro in quattro dimensioni per il coaching: corpo, spazio, tempo e relazioni
Nel mio lavoro di coaching considero quattro dimensioni interconnesse dell’esperienza umana: il corpo, lo spazio, il tempo e le relazioni. Invece di vedere le difficoltà solo come qualcosa “nella testa”, considero le persone come incarnate e situate in contesti concreti: decisioni e azioni nascono dall’interazione tra corpo, spazio, tempo e relazioni.
Il corpo riguarda l’esperienza vissuta e incarnata: sensazioni, movimento, tensione, energia e regolazione del sistema nervoso. In questo quadro, il pensiero non è separato dal corpo; consapevolezza e cambiamento spesso iniziano dalla percezione corporea.
La dimensione dello spazio riguarda gli ambienti in cui le persone vivono: spazi fisici, sociali e simbolici. Ci interessa come i luoghi, i contesti istituzionali e le condizioni materiali influenzano le possibilità di azione e di attribuzione di significato.
La dimensione del tempo riguarda la temporalità vissuta e le traiettorie di vita: ritmi, tempi, transizioni e contesto storico. L’esperienza umana è sempre in movimento e le decisioni sono plasmate dalle esperienze passate, dalle condizioni presenti e dai futuri possibili che si immaginano.
Infine, le relazioni mettono in luce il carattere profondamente relazionale della vita umana. Questa dimensione mostra come i legami con gli altri contribuiscono a formare l’identità, la regolazione emotiva e la capacità di agire.
Queste quattro dimensioni si influenzano continuamente a vicenda. Un cambiamento in una di esse – ad esempio nel suo stato corporeo, nel suo ambiente o in una relazione importante – può modificare il modo in cui vive le altre. Nel coaching utilizziamo questo quadro per guardare alla sua situazione da più angolazioni, individuare piccoli ma significativi punti di leva e trovare risposte che siano adeguate sia a lei come persona sia alle condizioni nelle quali vive.